Pittima è il termine con cui in passato veniva definita, particolarmente nelle repubbliche marinare di Venezia e Genova, ma anche a Napoli, una persona pagata dai creditori per seguire costantemente i loro debitori. Era una sorta di esattore che aveva come compito quello di ricordare a costoro che dovevano saldare il debito contratto.

La pittima poteva gridare a gran voce per mettere in imbarazzo il debitore, e il suo costante pedinamento era volto a sfiancarlo così che si decidesse a saldare il debito, la cui riscossione gli poteva fruttare una percentuale più o meno congrua.
La pittima vestiva di rosso, affinché tutti sapessero che il perseguitato dalla pittima era un debitore moroso. Questo aumentava l’imbarazzo dovuto al pedinamento effettuato dalla pittima.
In particolare nella Serenissima Repubblica di Venezia la figura della pittima era reclutata tra gli emarginati e i disagiati che fruivano di una sorta di assistenza sociale del Doge costituita da mense pubbliche e ostelli a loro riservati.

Questi assistiti dovevano però rendersi disponibili a richiesta delle istituzioni per fare la pittima: il debitore pedinato non poteva nuocere a queste figure istituzionali pena la condanna. Il credito doveva essere difeso come il buon nome della maggiore repubblica commerciale dell’epoca.
Immaginate di essere a Venezia alla ricerca di nuovi clienti da ingannare. Allo stesso tempo vi ritrovate qualcuno alle spalle che vi grida «Paga il tuo debito di 1000 a tizio», di continuo, senza mollarti un attimo.
Come reagiresti sapendo che i tuoi inganni non avranno alcun effetto sulla pittima?
Sapere che una persona o una ditta non onora i suoi debiti lo renderebbe poco affidabile agli occhi di tutti. Su questo concetto nasce Pittima.it.
L’archivio di Pittima.it contenente tutti coloro che non hanno onorato i propri debiti serve proprio a conoscere per tempo chi sono gli inaffidabili al fine di evitarli ed estrometterli per sempre dall’economia italiana.
